Cerchi nel Grano, Terremoto, tempesta solare: blog di approfondimento e discussione sui Terremoti, Cambiamenti climatici, Cerchi Nel grano, profezie maya, scie chimiche, tempeste solari e eventi straordinari 2012 2013
Curiositydella NASAMars roverdurante il giorno43della missionemarziana, osol, (19 Set 2012) si è conclusa conquesta pietracirca 8piedi (2,5 metri) di fronte alrover. La rocciaè di circa10 pollici (25centimetri)di altezza e16 pollici(40centimetri)di larghezza.Il teamroverhavalutato comeun obiettivo adattoper il primo utilizzodi strumentidi contattocuriositàsu una roccia. L'immagine è stataripresa dalla telecameradi sinistradi navigazione(Navcam) alla finedel disco.
Inversione dei poli
Molte antiche leggende sembrano accennare a ripetuti mutamenti di
direzione dell'asse terrestre. Un evento che, secondo certe predizioni,
potrebbe ripetersi in futuro.
I geologi che studiano il passato della Terra hanno riscontrato che i
mutamenti del clima hanno quasi sempre coinciso con cambiamenti nel
campo magnetico del nostro pianeta.
Che rapporto ci sia fra i due fenomeni non è chiaro; ma c'é chi avanza
l'ipotesi che l'estinzione improvvisa di intere specie viventi
verificatesi più volte nel passato, sia da far coincidere con le brusche
alterazioni del campo magnetico. Che queste alterazioni si siano
verificate, è ormai provato.
Non si tratta di eventi avvenuti in remote ere geologiche. Secondo alcuni
ricercatori, in tempi relativamente recenti (migliaia d'anni) la
posizione dei poli era molto diversa dall'attuale. C'è anche chi parla
di uno scambio di posizione fra Polo Nord e Polo Sud.
Un nuovo rovesciamento improvviso provocherebbe forti terremoti lungo le
faglie della crosta terrestre, e gigantesche ondate di marea, generate
da movimenti dei fondali oceanici. Si delineerebbe uno scenario di isole
inghiottite dai flutti, coste spazzate dalle onde, porzioni di
continenti sommerse, mentre parte dei fondali potrebbe invece emergere
alla luce. Una prospettiva da diluvio universale.
Se l'asse della Terra dovesse ribaltarsi completamente, tutto il pianeta
sarebbe squassato da uragani e onde di marea. Ci sono indizi che
conforterebbero questa teoria. I grandi depositi di carbone in
Inghilterra indicano che un tempo quelle regioni dovevano avere clima
tropicale, con grandi foreste e paludi. Anche vaste aree del Nord
America erano analogamente ricoperte da foreste pluviali. Per contrasto,
l'Australia occidentale e l'Africa meridionale erano sepolte sotto una
coltre di ghiaccio.
Una possibile spiegazione a queste anomalie venne offerta negli anni '20
da Alfred Wegener con la teoria della "deriva dei continenti", che
tuttavia presuppone che enormi masse continentali siano col tempo
spostate di migliaia di chilometri dalle loro posizioni originali.
Secondo alcuni, l'ipotesi di un ribaltamento dell'asse terrestre
costituisce una spiegazione più semplice. Sarebbe risolto anche il
problema del ritrovamento dei mammut nella gelida Siberia, in un
ambiente non certo in grado di supportare l'abbondante vegetazione
necessaria per il sostentamento degli enormi mammiferi. Prima che i poli
si spostassero, la Siberia aveva un clima tropicale,e i mammut vi
prosperavano. La coltre di gelo cadde così rapidamente da intrappolare
nel ghiaccio mammut interi, la cui carne si è conservata intatta per
decine di migliaia di anni. Un esemplare venne ritrovato con nello
stomaco fiori non ancora digeriti.
Se si dà una botta sufficientemente forte all'asse di uno giroscopio,
l'apparecchio può ribaltarsi completamente, continuando a girare nella
nuova posizione di equilibrio. La Terra può essere vista come un enorme
giroscopio, al quale l'avvicinarsi di qualche corpo celeste, o
l'influsso combinato di diversi campi gravitazionali, può aver fornito
in passato una "botta" abbastanza forte da ribaltarsi. L'ingegnere
elettrico americano Hugh Brown ha ipotizzato nel 1967 che l'asse
terrestre abbia subito un'oscillazione di 90 gradi, non più tardi di
settemila anni fa. Secondo Brown queste oscillazioni avrebbero carattere
periodico; questo sembra del tutto improbabile: ma non implausibile è
che spostamenti occasionali si siano effettivamente verificati nel
passato.
Un geofisico, Peter Warlow, ha analizzato le narrazioni mitiche in cerca
di prove per la sua teoria. Secondo lui, gli antichi Egizi hanno
registrato quattro diversi ribaltamenti, in seguito ai quali il sole
è apparso mutare la direzione del suo corso nei cieli. I più recenti si
sarebbero verificati nel 700 a.C., e prima ancora nel 1500 a.C.
Quest'ultimo evento corrisponderebbe alla data dell'estinzione della
civiltà minoica a Creta, secondo Immanuel Velikovsky.
Le prove delle inversioni totali di polarità derivano dall'esame di rocce
fuse, raffreddatesi in diversi periodi geologici. Ogni volta che una
roccia fusa si solidifica, conserva un debolissimo campo magnetico,
indotto dal campo gravitazionale terrestre. La lava eruttata dai vulcani
attivi, ed anche oggetti fabbricati dall'uomo, presentano lo stesso
fenomeno. Persino i focolari, sottoposti ripetutamente a riscaldamento e
raffreddamento, rivelano il campo magnetico, appena misurabile.
Sono state condotte ricerche su antichi
focolari degli aborigeni australiani e su focolari dell'Inghilterra
pre-romana, per verificare la polarità di questi campi magnetici. I
geologi hanno inoltre rinvenuto nei fondali oceanici strati di rocce
laviche solidificatesi in epoche differenti.
"Leggendo" tutti questi campi magnetici, si è scoperto che il campo
magnetico terrestre ha subito in passato non meno di 20 inversioni di
polarità. L'ultima in ordine di tempo è durata almeno 2000 anni.
Peraltro, anche in brevi periodi della storia recente, i poli magnetici
hanno mostrato una certa tendenza a "peregrinare". All'inizio del XVII
secolo, l'ago della bussola puntava a circa 11 gradi a est del polo nord
geografico. Nel 1643 la deviazione era di quattro gradi a est, e nel
1650 per un breve periodo i poli magnetici e geografici coincisero.
(tratto da I Misteri, periodico.)